1804 - prima scalata dell' Ortles 3905 m
Sono ormai passati 200 anni da quando Sua Maestà l’Ortles è stato scalato per la prima volta con temerarietà e spirito d’avventura.
Secondo quanto è stato dimostrato, il 27 Settembre Josef Pichler,
originario della Val Passiria, ha raggiunto per primo questa cima alpina a 3.905 m.
Una buona ragione per festeggiare le origini dell’alpinismo e del turismo insieme alla Scuola Alpina Ortles, a Solda e d’intorni.
La storia
Nel 18° secolo, Solda e l’omonima valle erano completamente sconosciute e sperdute. Già nel 1802 l’Innsbrucker Wochenblatt definiva Solda „la Siberia del Tirolo“, narrando che i contadini mangiavano dalla stessa ciotola da cui si cibavano gli orsi ed i bambini cavalcavano i lupi.
Gli abitanti di Solda erano molto poveri, latte e formaggio erano il loro nutrimento quotidiano ed il pane era un lusso che si potevano concedere solo in qualche rara occasione festiva.
Certo, non potevano apprezzare il meraviglioso paesaggio naturale e la straordinaria cornice montuosa. Dalle montagne non era possibile estrarre alcun minerale utile, tuttavia i prati ed i pascoli erano un’ottima fonte di nutrimento per il bestiame. L’isolamento e la chiusura della valle, però, rendeva lo sfruttamento dei prodotti derivanti dall’allevamento pressoché impossibile.
Passarono ben 70 anni prima che gli esploratori dell’area dell’Ortles riconoscessero l’unicità di questa regione dando una svolta radicale allo sviluppo della valle.
I racconti e le illustrazioni di Julius von Payer, E. von Moysisovics e F. Tuckett diedero il via alla sua crescita economica e turistica. Ai grandi economisti seguirono quindi gli eroi dello sport: Harpprecht, Schück, Minnigerode, Christomanos, solo per menzionarne alcuni. La conquista dell’Ortles, che ebbe luogo il 27 Settembre 1804, doveva necessariamente avere uno scopo „autorevole“: sua maestà, l’Arciduca Johann ordinò infatti l’apertura di una via sull’Ortles.
Dato che un tempo le montagne innevate erano avvolte da misteri che davano origine a saghe e storie di fantasmi, e che la gente, ma soprattutto gli abitanti di Solda, oltre a temerle le guardavano con grande rispetto, fu necessaria una non facile opera di convincimento per spingere gli scettici contadini di montagna ed i titubanti pastori a cimentarsi in quest’impresa.
Ben presto però divenne chiaro che senza ducati, né fiorini non se ne sarebbe fatto nulla. Perciò il Gebhard, emissario dell’arciduca Johann, dovette mettere spesso mano alla sua borsa per trovare un abitante di Solda a cui affidare quest’impresa avventurosa. Insieme a giovani temerari si fecero avanti anche vagabondi e buontemponi che avevano in testa solo il denaro, ma non erano minimamente interessati all’Ortles.
Il 28 Agosto su incarico dell’emissario arciducale, una manciata di uomini fece il primo tentativo che fallì insieme ai 4-5 successivi. Mentre gli uomini si scoraggiavano, l’inviato dell’arciduca iniziava a perdere la pazienza fino a quando, il 26 Settembre 1804, non si presentò il cacciatore di camosci Josef Pichler, un omiciattolo esile sulla quarantina con degli occhietti da rapace e un grosso naso aquilino.
All’inizio, il Gebhard era un po’ scettico ma subito comprese che il „Pseirer Josele“ (così era soprannominato) era un uomo di poche parole, ma che passava subito ai fatti.
Il 27 Settembre Josef Pichler, insieme a due compagni, armati di scarpe chiodate, piccozze ed un barometro, dopo nove ore di cammino, conquistò per la prima volta la cima dell’Ortles aprendo una via conosciuta ancora oggi, ma poco utilizzata.
I diffidenti abitanti di Solda e dei dintorni non vollero credere al successo dell’impresa senza prove tangibili. Sebbene gli uomini fossero ritornati semicongelati, non era sufficiente. Così escogitarono dei sistemi che consentissero alla spedizione successiva di dare a valle dei segnali concreti.
Prima una bandiera gigantesca e poi un „fuoco“ visibile da tutta la valle che, il 13.09.1805 festeggiava entusiasta l’evento, furono le prove definitive che l’Ortles era stato conquistato. Il delegato dell’Arciduca inviò orgoglioso la notizia a Vienna. Tuttavia le regolari „scalate turistiche“ iniziarono solo vent’anni più tardi. Dopo il „Pseirer Josele“ nessun’altro riuscì nell’impresa di raggiungere la cima; tuttavia era stato scritto un nuovo capitolo di storia dell’alpinismo che avrebbe cambiato il futuro di Solda e della sua valle.

